|
IADE (Infogest Advanced Document Engaging)
IADE si compone di una collection di componenti open source J2EE, integrata in un framework applicativo di produzione Infogest, dedicata all’orchestrazione dei processi di acquisizione ed archiviazione elettronica documenti, la loro criptazione e compressione, la conservazione sostitutiva, l’indicizzazione ed interoperabilità con il Protocollo Informatico, la gestione dei flussi documentali, degli iter dei processi, la ricerca Full Text, il monitoraggio e l’analisi delle performance aziendali.
Questa soluzione è orientata ad integrare, coordinare e supportare le applicazioni software gestionali utilizzate nelle architetture informatiche contraddistinte da problematiche complesse sia dal punto di vista infrastrutturale, che organizzativo e metodologico.
La suite IADE si compone dei seguenti sottosistemi:
- IAcE: smaterializzazione e processing documentale
- IDRA: repository e workflow documentale
- IGroup: messaggistica e groupware
- IWork: workflow di processo
- IBIe: business activity monitoring e reportistica
Standard architetturali
La suite IADE poggia su due concetti informatici emergenti, volti a consentire il più elevato grado di interoperabilità e standardizzazione possibile: Service Oriented Architecture (SOA) e Enterprise Service Bus (ESB).
Un’architettura orientata ai servizi (SOA) pone l'enfasi più sulla topologia del sistema che sui dettagli di comunicazione, per la gestione della quale ci si appoggia ad un Service Bus che consiste di un insieme di librerie e funzioni che supportano il dialogo diretto e indiretto tra ciascun servizio attestati sull’infrastruttura.

Quando occorre far interagire più applicazioni verticali nell’ambito di un processo che ricomprende più aree organizzative, l’architettura orientata ai servizi (SOA) ci offre una modalità di gestione pragmatica ed estremamente potente: le informazioni ed i processi, abitualmente racchiusi all’interno delle applicazioni dipartimentali, diventano un set di servizi, disponibili trasversalmente a tutta l’infrastruttura software. Ciò comporta i seguenti vantaggi:
- Interconnessione su larga scala delle applicazione e dei sistemi esistenti
- Riduzione significativa dell’impatto organizzativo e metodologico connesso con l’introduzione di nuove applicazioni software.
- Riduzione delle problematiche connesse con il change management.
- Ridefinizione e valorizzazione delle modalità di utilizzo dei sistemi esistenti, orchestrati mediante l’introduzione di processi o iter automatizzati.
- Riduzione dei costi di integrazione o modifica del software
- Riduzione del rischio di vendor lock-in
- Riduzione dei costi di sostituzione
Il passaggio ad una architettura orientata ai servizi richiede l’utilizzo di uno strato di integrazione standard denominato Enterprise Service Bus, che semplifica l’integrazione ed il riuso flessibile delle componenti applicative.
L’ESB elimina la rigidità ed i costi elevati di integrazione, generati dall’utilizzo delle altre tecnologie di middleware, e permette di connettere, configurare, mediare e controllare i servizi e le loro interazioni.
L’ESB permette a cluster e security domain di formare un ambiente federato che può essere amministrato da una qualsiasi punto. La possibilità di configurare in maniera flessibile l’interazione tra i servizi, elimina le dipendenze hard-wired, in modo da facilitare lo sviluppo dei primi servizi che via via possono evolvere, scalare ed essere estesi dell’intera organizzazione.
|